Convegno estivo

IX Convegno per lo studio della flora micologica alpina

Monclassico (TN) 23-30 agosto 2015

Il tradizionale appuntamento della settimana dedicata allo studio dei funghi alpini ha avuto luogo quest'anno a Monclassico, uno dei bei centri della Val di Sole, situato a 62 km da Trento, nel territorio del Parco Naturale Adamello-Brenta. Nella valle scorre un fiume ricco di acqua e di cascate e rapide, il Noce, costeggiato da un piacevole percorso ciclistico e pedonale. Molti comuni sono collegati da una simpatica e comodissima ferrovia locale, che abbiamo utilizzato per la gita a Trento e che si snoda tra boschi, prati, pascoli, vigneti, frutteti (qui è il paradiso della mela), con bellissimi paesaggi. 

Monclassico è un piccolo paese, che ha sviluppato negli ultimi anni un’originale e interessantissima raccolta di meridiane, realizzate da artisti e artigiani sia del luogo, sia chiamati da fuori a dare il loro contributo. Le abbiamo visitate, apprezzandone le diversità tecniche e le varie decorazioni, aiutati dai gestori dell'Hotel Holiday, che ci hanno anche ripetutamente agevolato nelle nostre attività.

Tutta la valle, il cui nome pone l’accento sulla felice esposizione alla luce solare, è ricchissima di boschi, principalmente di abete rosso, abete bianco e larice. Non mancano però altre essenze arboree, come il pino, il faggio, il salice, la betulla. In tale ambiente non è stato quindi difficile organizzare sia piacevoli escursioni, sia varie e spesso fruttuose raccolte di funghi.              

Per quanto riguarda le escursioni ricordiamo la già citata visita di Trento, dove, accompagnati da una valida guida, abbiamo visto la Cattedrale, il centro storico, il castello del Buon Consiglio e nel pomeriggio l’interessante Museo delle scienze (MuSe).                                   

Nella giornata piovosa abbiamo visitato il Museo della Civiltà Solandra a Malè, che ci ha introdotto agli usi e tradizioni della Val di Sole, con la successiva scoperta, a breve distanza, di una antica “casa del fabbro”con attrezzature ancora funzionanti a mezzo della forza dell’acqua che scende copiosa dalla Val di Rabbi.    

Nelle giornate successive, piene di sole e con temperature gradevoli, sono seguite le belle escursioni alle cascate della Val di Rabbi e ai suoi alberi secolari, al Lago dei Caprioli e su fino alla Malga Alta, per finire al Passo del Tonale, che, dopo tanto verde e paesaggi mozzafiato, con la documentazione della galleria “Gran Paradiso” ci ha riportato alla dura realtà dei caduti nella “GrandeGuerra”.                Non ci siamo fatti mancare momenti conviviali come il pranzo all’aperto ed una serata con piano-bar.

Per quanto riguarda i funghi, l'inizio è stato un po' faticoso, con due giorni caratterizzati da piogge persistenti, ma in seguito il tempo si è rasserenato e abbiamo potuto spaziare nei vari boschi della valle. La raccolta non è stata particolarmente ricca, stante un’annata, a detta degli abitanti, un po' troppo secca e non copiosa, Molti soci hanno comunque raccolto dei buoni porcini, magari non in grande quantità, ma spesso molto belli.

Per quanto riguarda la mostra, allestita in un bel locale concessoci dal Comune di Monclassico, si sono alla fine raccolte e classificate quasi 120 specie, parecchie delle quali diverse da quelle comunemente raccolte nelle escursioni nel Lazio e nelle regioni immediatamente limitrofe: un risultato certamente non disprezzabile.

Tra le specie più interessanti si possono ricordare il Cortinarius caperatus (ex Rozites caperata), fungo noto soprattutto per la capacità di concentrare cesio radioattivo. Per questo è stato tolto dal consumo e dal commercio per diverso tempo dopo il disastro nucleare di Chernobyl e poi riammesso al consumo e alla vendita nel 2002, quando i valori di radioattività negli esemplari italiani sono rientrati nei parametri di tolleranza. E' un buon commestibile, anche sott'olio, caratterizzato da cappello umbonato, color beige-nocciola, asciutto; lamelle rade, uncinate, con filo irregolare e biancastro; gambo carnoso, con anello doppio, sapore gradevole. Un altro Cortinarius raccolto è stato il Cortinarius claricolor, fungo molto bello, con gambo mai bulboso, fusiforme, velo parziale doppio, lamelle chiare e carne bianca immutabile, con flebile di formaggio. E' talvolta indicato come commestibile, ma discusso per la sospetta presenza delle tossine che determinano la sindrome norleucinica.

Interessante anche la Russula emetica, fungo tipico dell'ambiente di conifere alpine ma non molto diffuso nei nostri boschi, specie principale di un intero gruppo di Russule, tutte variamente tossiche. Ha un cappello rosso vivo, lamelle, gambo e carne bianchissimi, sapore molto acre ed è responsabile di disturbi gastroenterici, talvolta anche gravi. Molto diffuso il Suillus grevillei (conosciuto anche come S. elegans), specie tipica del larice, fungo commestibile con cappello viscido di un vivace color arancio, evidente anello biancastro sul gambo, pori giallastri, imbrunenti allo sfregamento.

Da ricordare la raccolta di tre diverse specie di Ramaria e di diversi esemplari di Catathelasma imperiale, Leucopaxilleus giganteus, Tapinella atrotomentosa, tutte specie caratterizzate da notevole dimensione. Sempre di notevoli dimensioni sono stati alcuni esemplari di Lycoperdon perlatum, di Lycoperdon utriformis ed un Coprinus comatus veramente insolito.

Molto importante per il nostro lavoro micologico è stata la collaborazione con il Gruppo Micologico Bresadolae della Val di Sole e con il suo presidente Sergio Guerri, che ci ha aiutato nella scelta dei luoghi di raccolta, ci ha guidato in un’escursione nella vicina Val di Rabbi, ci ha invitato a una riunione dell'associazione ed ha infine tenuto un seguito e apprezzato intervento sulle specie fungine della zona.

Gabriele Lazzi

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