Il genere Amanita

Amanita caesarea

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Il Genere Amanita, in Europa, comprende funghi con imenoforo a lamelle, di taglia media o grande, eterogenei (il cappello si distacca facilmente dal gambo), a carne bianca (salvo poche eccezioni), terricoli, con sporata bianca in massa. Sono funghi che vanno esaminati con molta attenzione ed in particolare, ai fini di una corretta determinazione, vanno osservati:

  •        il cappello e le sue ornamentazioni (lembi, verruche, squame o placche);
  •        l’orlo del cappello (liscio o striato);
  •        il gambo (liscio o variamente decorato);
  •        l’anello;
  •        la volva, alla base del piede.

 Nel loro stadio primordiale, le Amanite sono racchiuse in un “uovo” composto di un tessuto a struttura filamentosa o a struttura cellulosa (velo generale).
Quando il fungo fuoriesce dall’ovolo, sgusciando dalla parte più alta (deiscenza apicale), il tessuto del velo generale rimarrà alla base del gambo a formare la volva, a sacco o inguainante, libera al gambo; di norma, in questo caso, non troveremo sul cappello particolari ornamentazioni o tutt’al più vi troveremo soltanto dei lembi.
Quando invece il cappello, crescendo all’interno dell’ovolo, taglia il velo generale nella parte mediana (deiscenza equatoriale) la volva alla base del gambo si presenterà nettamente circoncisa e sul cappello troveremo parte del tessuto, frazionato in verruche o in placche. In Amanita pantherina la volva, circoncisa, si può frazionare ulteriormente e costituire lungo il gambo uno o più anellini detti cèrcini: la volva di questo tipo si dirà allora circoncisa-circellonata.
In alcuni casi, ad es. in Amanita muscaria, la volva di tipo circoncisa può essere ulteriormente frazionata in senso verticale così da formare delle file omogenee di piccole perle: si parla in tal caso di volva circoncisa-perlinata.

Può accadere inoltre che alcune Amanite abbiano un velo generale quanto mai effimero e quindi non più visibile quando il fungo è adulto. La base del gambo è però ingrossata e conficcata a punta nel terreno: la forma della base del gambo può assumere in tal caso la forma di una rapa: si parla in tal caso di volva napiforme.
Le Amanite presentano infine un altro tipo di velo a protezione delle lamelle (velo parziale). Non appena queste ultime sono in grado di sporulare, il velo parziale si distacca dall’orlo del cappello per ricadere sul gambo sotto forma di anello, supero o infero, a volte più o meno denticolato.
Tra le Amanite vi sono specie ottime commestibili (Amanita caesarea), altre commestibili solo se ben cotte (a commestibilità condizionata) come l’Amanita rubescens e le Amanita della Sezione Vaginatae (prive d’anello e con l’orlo del cappello fortemente “pettinato”); quattro Amanite sono potenzialmente mortali (Amanita phalloides, Amanita verna, Amanita virosa e la più rara Amanita porrinensis), altre sono tossiche (Amanita pantherina, Amanita muscaria, e, in minor misura, Amanita citrina, e Amanita junquillea), altre ancora non risultano commestibili per il loro sapore sgradevole (Amanita echinocephala, Amanita boudieri, Amanita vittadini). Infine, alcune Amanite un tempo considerate commestibili senza riserve (Amanita ovoidea) vanno oggi annoverate prudenzialmente tra quelle sospette di provocare disturbi gastroenterici o di tipo più serio.

 Possibilità di scambio. L’Amanita caesarea può essere scambiata con l’Amanita muscaria varietà aureola: quest’ultima, pur avendo il cappello aranciato, ha una volva circoncisa-perlinata; inoltre le lamelle, il gambo e l’anello sono bianchi e non gialli.
L’Amanita ovoidea può essere confusa con Amanita proxima che è sicuramente tossica e differisce dalla prima per avere la volva color ocra e non bianca e taglia generalmente inferiore.
Le Amanite possono poi essere confuse, quando ancora chiuse nell’ovolo, con i Gasteromiceti, funghi che sono racchiusi in un sacco sino alla maturazione delle spore (come i Lycoperdon, gli Scleroderma, le Boviste) ovvero nella fase iniziale dello sviluppo (PhallusMutinus e Clathrus).
Bisogna fare infine attenzione a tutto il Genere Agaricus (i c.d. Prataioli): funghi che inizialmente hanno le lamelle biancastre e solo in maturità lamelle che si tingono di rosa, poi marroni ed infine nerastre, mentre le Amanite hanno sempre lamelle perfettamente bianche o biancastre, con la sola eccezione di Amanita caesarea.

 Sandro Ascarelli

 

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One Response to Il genere Amanita

  1. gruppo micologico di Lizzano on 6 marzo 2013 at 17:52

    Possono essere anche confuse con le varie russule,specialmente con le varieta' "virescens"anche se sono prive di anello ed hanno il gambo "gessoso"molti raccoglitori inesperti sono caduti in confusione,raccogliendo esemplari di amanita phalloides credendo di aver raccolto delle russule.

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