Volvariella surrecta

Volvariella surrecta (Knapp) Singer = Volvariella loveiana (Berk.) Gillet

Regno: Fungi

Phylum (Divisione):  Basidiomycota

Sub Phylum: Agaricomycotina

Classe: Agaricomycetes

SuperOrdine:  Agaricanae

Ordine:  Agaricales

Famiglia:  Pluteaceae

Genere:  Volvariella

Specie:  Volvariella surrecta

 

Alcune specie fungine che, per il loro particolare trofismo, vengono genericamente etichettate come “parassite” proliferano direttamente su altri funghi.

Tra i c.d. “macromiceti”, ne esistono diversi per così dire “non specifici”, quali Entoloma parasaticum, Hypocrea spp., Sepedonium spp., Squamanita spp., Syzygospora spp. e Tremella spp.; altri, viceversa, risultano maggiormente “selettivi” in relazione all’ospite, quali Xerocomus parasiticus (su Scleroderma), Cordyceps capitata e Cordyceps ophioglossoides (su Elaphomyces), Asterophora lycoperdoides e Asterophora parasitica (su Russulaceae) e, appunto, Volvariella surrecta (su Clitocybe nebularis e, raramente, su altre Tricholomataceae).

 

Volvariella surrecta è stata esposta alla recente Mostra micologica organizzata dall’Associazione: si tratta di un ritrovamento non abituale.

Il Genere Volvariella Spegazzini, caratterizzato da lamelle libere, sporata in massa rosata, gambo privo di anello, ma con base avvolta da volva, annovera solitamente specie saprotrofe. Nel caso di Volvariella surrecta, il substrato di crescita è costituito da esemplari putrescenti di Tricholomataceae, quasi sempre riconducibili a Clitocybe nebularis.

All’analisi microscopica, tutte le Volvariella presentano spore generalmente lisce e di forma ovale.

Morfologicamente, Volvariella surrecta sviluppa basidiomi di dimensioni modeste, con cappello di diametro compreso tra i 3 e gli 8 cm e volva ben delineata, sacciforme e di consistenza piuttosto membranosa, ricoperta da una minuta pruina.

Questa Specie ha colorazioni che vanno dal bianco al grigio nel cappello, biancastre con toni rosati nel gambo, biancastre fino a rosa pallido nella volva. Alla manipolazione e negli esemplari più vetusti sono possibili variazioni di tonalità verso l’ocra-bruno, soprattutto nelle superfici pileiche.

Il cappello, mai completamente disteso ed appianato, non è liscio ma feltrato-tomentoso per via della finissima peluria che lo ricopre: la cuticola si asporta agevolmente.

Le lamelle appaiono libere, abbastanza fitte, intervallate da lamellule; presentano filo irregolare con i cromatismi tipici per il Genere Volvariella: le lamelle sono dapprima biancastre, poi timidamente ed infine intensamente rosate, con il progressivo rilascio delle spore.

L’odore della carne è banale (fungino), ma può assumere note aromatiche.

Tra le caratteristiche microscopiche, vanno registrate spore di forma ovoidale e cheilocistidi di forma clavata-affusolata con strozzatura apicale a “collo di bottiglia”.

Di nessun interesse dal punto della commestibilità, Volvariella surrecta è un’evidente ed interessante dimostrazione del ruolo ecologico dell’organismo fungino come biodegradatore di sostanze organiche.

Andrea Traversi

 

Bibliografia essenziale:

M.Bon – Champignons de France et d’Europe occidentale (Flammarion, 2004)

R.Courtecuisse, B.Duhem – Guide des champignons de France et d’Europe (Delachaux & Niestlé, 2000)

M.Moser – Guida alla determinazione dei funghi Vol.1° – Polyporales, Boletales, Agaricales, Russulales   (Saturnia, 2000)

C.Papetti, G.Consiglio e G.Simonini – Atlante fotografico dei funghi d’Italia, vol.2 (A.M.B., 2003)

A.Vizzini –  Il regno dei funghi: breve prospetto tassonomico in BGMB 47 (3): 47-57; 2004

AA.VV – Parliamo di funghi Vol.1° – Ecologia, morfologia e sistematica (Giunta della Prov. Autonoma di Trento, 2007)

Share and Enjoy:
  • Print
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • FriendFeed
  • LinkedIn
  • PDF
  • RSS
  • email

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Traduci il sito

    Translate from:

    Translate to: