Amanita regalis

Amanita Regalis  (Fr.:Fr.) Mich

Amanita Regalis

La prima volta che mi sono avventurata nei paesi nordici a scopo micologico, sono stata davvero fortunata perché ho potutoraccogliere la splendida e per me sconosciuta Amanita regalis.

Per questo fungo ben si addice l’aggettivo regale che è stato usato comunque anche per un’altra bellissima Amanita, la caesarea che fa riferimento addirittura al nome dell’imperatore. A detta di tutti però il fungo più affascinante in assoluto è l’Amanita muscaria che è diventata l’emblema sia della bellezza che della pericolosità.

Nella lontana Svezia, nei dintorni di Harnosand, dove mi sono recata con altri micologi italiani (Francesco Bellù – Mauro Sarnari), in occasione di un Congresso nell’agosto del 1999, ho approfittato di tutte le gite organizzate per visitare habitat diversi e scoprire certi funghi che avevo visto solo illustrati su testi stranieri.
Fin dalla prima uscita nel bosco ho raccolto una piccola Amanita piuttosto malandata – pioveva a dirotto – che ho pensato potesse essere, visto i colori giallastri del bordo del cappello, una Amanita franchetii,  ma qualcosa non mi convinceva perché la taglia era notevole e l’habitat sotto aghifoglia, mentre a casa mia raccoglievo spesso questa specie sul prato, ai margini di una faggeta.
Più tardi, continuando a vagare nel bosco nonostante la pioggia insistente, mi sono imbattuta in un gruppetto di splendide amanite, una numerosa famigliola con esemplari in tutti gli stadi di crescita. Non riuscivo a credere ai miei occhi tanto il colore giallo del velo era accentuato. Mentre preparavo la mia fedele macchina fotografica per scattare una foto in habitat nonostante la pessima situazione atmosferica, un gentile micologo svedese dietro di me mormorava “what a splendid A. regalis!”.

Amanita Regalis

Conscia della mia profonda ignoranza, ammiravo entusiasta quei delicati carpofori umidi di pioggia ma ancor ben conservati, sprofondati nel muschio, protetti dai bassi rami di un abete che avevo casualmente sollevato al mio passaggio.
Mi è dispiaciuto raccoglierli, radunarli per la foto di rito, perfino sezionarne uno per mettere in evidenza tutti i particolari, ma era necessario fissare alla memoria, per gli amici e i posteri, una raccolta così eccezionale che in seguito mi ha permesso di vantarmi  con altri micologi meno fortunati.

DESCRIZIONE
Taglia: medio-grande, regolare, slanciata.
Cappello: nei primordi e negli esemplari ancora chiusi, completamente ricoperto di un velo giallo farinoso che con la crescita si screpola, lasciando intravedere la cuticola sottostante di color bruno scuro. Gli esemplari maturi e ben aperti mettono in mostra una serie di verruche gialle, appiattite, che vanno diradandosi al bordo. Altri esemplari invece, dilavati dalla pioggia, perdono del tutto la loro decorazione gialla e presentano una cuticola viscida, castana o anche rossiccia (color fegato secondo la letteratura), il margine resta spesso ornato da piccole fioccosità vistosamente gialle.
Carne: bianca, ma la sezione mette sempre in evidenza la linea scura-brunastra della cuticola.
Lamelle: libere, biancastre, in vecchiaia con riflessi gialli.
Gambo: nella prima fase di crescita forma un tutt’uno col cappello grazie al vistoso velo giallo che li unisce. Con la crescita si forma un anello ben marcato, sfrangiato al bordo e ornato di vistose fioccosità gialle. Con la maturità del carpoforo, l’anello si riduce ad un lembo pendulo; il gambo, liscio nella parte alta, è ricoperto in basso da numerose squamule e alla base bulbosa presenta spesso cercini sovrapposti giallo-brunastri.
Habitat e raccolte:
-    Kuopio (Finlandia):  3-8-1979,  legit Licia Alpago Novello.
-    Varsinais (Finlandia):  luglio 1995, legit Jukka Vauras e Licia Alpago Novello.
-    Mockelsjomon – Harnosand (Svezia): 26-8-1997, legit Licia Alpago Novello.
-    Pohjois-Savo – Vehemersalmi (Finlandia): agosto 2003, legit Licia Alpago Novello e Juhani Ruotsalainen.

DISCUSSIONE
La diagnosi originale di questa specie è del FRIES che la riporta come Agaricus muscarius var. regalis, Michael (1896 – Fuhrer fur Pilzfreunde – vol. 1) dove questa specie viene  ben illustrata e ne propone la sua combinazione al rango specifico.
A proposito dell’habitat: nella descrizione di FRIES si parla di faggete, in realtà questa specie è decisamente settentrionale. L’ho raccolta personalmente più volte sia in Svezia che in Finlandia con gli amici Jukka Vauras e Juhani Ruotsalainen sempre in boschi di conifere. Lo stesso Pierre Neville sottolinea come zone sicure di crescita Scandinavia, Repubblica Ceca e Slovacchia.
Nei libri citati in Bibliografia si possono trovare varie illustrazioni: non valida e mal presentata la descrizione fatta da Mido Traverso che riproduce una vecchia foto di un amico. Anche Bruno Cetto ha voluto strafare presentando nel suo II° vol., vecchia edizione del 1978, questa amanita ancora sconosciuta (parla di fenomeno di schizocroismo a proposito del colore). Spero ci sia stato un aggiornamento nelle seguenti edizioni.
Ovviamente sono molto belle le illustrazioni dei micologi nordici che raccolgono facilmente questa amanita e la presentano con tutte le sue caratteristiche. Purtroppo il testo in finlandese o danese è del tutto incomprensibile salvo le due evidenti croci nere a proposito della sua commestibilità.
Pierre Neville, nella sua poderosa Monografia sul Genere Amanita, presenta una bella raccolta cecoslovacca che sottolinea come spesso si trovino più esemplari insieme in diversi stadi di crescita come è capitato anche a me.

Licia Alpago-Novello

BIBLIOGRAFIA
BOLLETTINO GRUPPO MICOLOGICO BRESADOLA – Maggio-Giugno 2000: n. Monografico Amanita. Trento.
GALLI R. – 1983: Le Amanite delle nostre regioni. Ed. La Tipotecnica – S. Vittore Olona.
HOLMBERG P., MARKLUND H. – 1998: Sieniopass. Otava – Helsinki – Finland.
KORHONEN M. – 1986: Uusi Sienikirja. Otava – Helsinki – Finland.
NEVILLE P., POUMARAT S. – 2004: Fungi Europaei. Ed. Candusso – Lomazzo -Italia.
TRAVERSO M. – 1999: Il Genere Amanita in Italia. Ed. A.M.E.R. – Roma.

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2 Responses to Amanita regalis

  1. ou encore on 27 febbraio 2015 at 13:58

    Merci énormément pour vos ressources !

  2. sandro papini on 14 aprile 2012 at 19:23

    complimenti per la descrizione e per il bell'articolo su amanita regalis

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