Le buone erbe alimentari

Portulaca oleracea

In questi ultimi anni si sta manifestando un accresciuto interesse per la raccolta e il consumo in cucina delle erbe spontanee utili per la preparazione dei piatti più diversi: dai minestroni alle frittate, dalle insalate alle zuppe, dalle torte rustiche alle paste ripiene.
La possibilità di raccogliere personalmente le piante selvatiche risulta piuttosto gratificante ed è motivo di soddisfazione personale che va oltre il mero aspetto estetico per cogliere delle utilità a buon mercato che riguardano specificamente la nostra salute.

Tussilago farfara

Proprio per questo molti ritengono che le erbe spontanee oltre ad essere più saporite rispetto a quelle coltivate sono anche più ricche di vitamine, sali minerali e principi attivi anche se quest’ultimo aspetto non è stato ancora scientificamente provato.
Tuttavia l’uomo potrà servirsi della spontaneità per fini alimentari in un ambiente così ferito e degradato come quello che s’incontra sempre più spesso nelle nostre campagne e colline?
Un argomento importante, infatti, riguarda i luoghi di raccolta delle piante non intesi come quelli dove crescono spontaneamente quanto quelli dove è possibile reperirle. Le varie cause d’inquinamento e soprattutto il considerevole consumo del territorio stanno sempre più restringendo le aree ove è possibile trovare e raccogliere le piante selvatiche senza incorrere in problemi per la nostra salute. Un caso specifico riguarda le piante acquatiche e quelle che crescono sulle rive di corsi d’acqua così maltrattati dall’uomo.
Dobbiamo pertanto ricercare luoghi che mantengono ancora un buon livello di naturalità, cioè lontani da fonti d’inquinamento agricolo e industriale, ma dobbiamo anche sviluppare una cultura tendente alla difesa delle erbe spontanee un po’ com’è avvenuto negli ultimi anni per gli alberi.
Quando si erborizza, ad esempio, dobbiamo stare attenti a prelevare solo le parti utili, evitare di raccogliere piante rare e rispettare le leggi per la protezione della flora spontanea con le famose “liste rosse”.
Solo così la nostra soddisfazione sarà piena e le nostre attenzioni potranno dare frutti per le generazioni future.

Paolo Lavezzo

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