Dumontinia tuberosa

Dumontinia  tuberosa  (Bull.:Fr.) Kohn –  (Sclerotinia tuberosa)

Regno: Fungi

Divisione: Ascomycota

Sottodivisione: Ascomycotina

Classe: Hymenoascomycetes

Sottoclasse: Pezizomycetides

 Ordine : Helotiales

Famiglia: Sclerotiniaceae

Genere: Dumontinia

Specie: Dumontinia tuberosa

E’ un fungo facilmente identificabile attraverso le sue caratteristiche macroscopiche.

La fruttificazione, inizialmente sferica con un piccolo opercolo apicale, si apre in seguito in un apotecio a forma di coppa, dapprima profonda e poi sempre più slanciata, con un diametro che può raggiungere i tre o quattro centimetri. L’orlo è abbastanza regolare. Il colore è uniformemente bruno. L’apotecio è sorretto da uno stipite, di 6/10cm., di colore di solito un po’ più scuro e che termina, in profondità nel terreno, in uno sclerozio duro e nero, ma biancastro all’interno. Lo sclerozio pone il fungo in relazione di parassitismo con i rizomi dell’Anemone nemorosa. Per questa ragione è possibile trovare la Dumontinia tuberosa, in primavera, nei boschi freschi ed umidi di latifoglie, in prossimità delle piantine fiorite delle tuberose spontanee e dei ranuncoli. Le spore ellittiche, lisce, ialine, a volte guttulate, misurano 12/16 x 6/8 micron e sono contenute in numero di otto, in aschi cilindrici o leggermente clavati lunghi, a maturità, circa 150 micron. E’ un fungo non commestibile.

Vengono segnalate, in Europa, una quindicina di specie simili come: Demontinia sclerotiorum, più piccola e con colori molto più chiari, saprofita di numerose piante erbacee;  Sclerotinia batschiana o pseudotuberosa su scorie di ghiande bruciate; Sclerotinia trifoliorum, di color rossiccio bruno, parassita di piante del genere Trifolium; Sclerotinia  ficariae.

Sandro Ascarelli

Bibliografia  essenziale:

J.Breitenbach / F.Kranzlin: Champignon de Suisse, Vol.I°, pag.140.

R.Courtecuisse / B.Duhem: Champignons de France et d’Europe, pag. 128.

Jean Marie Polese: Guida ai funghi, pag. 36.

B. Cetto: I funghi dal vero, vol. II°, pag. 671.

L. Zagara, V.Antonin e J.Baier: Les champignos pag. 23.

G.Lonati: Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, pag.310.

E. Gerhardt, J.Vila e X.Limona: Hongos de Espana y de Europa, pag. 150.

J.M.Lange, A.Duperrex e L.Hansen: Guide des champignons, pag. 40.

G.Papetti, G.Consiglio e G.Simonini: Funghi d’Italia, Vol.I°, pag.492.

 

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