Agrocybe aegerita

Agrocybe aegerita (V. Brig.) Singer [=A. cylindracea (DC.) Maire ]

Regno: Fungi

Agrocybe-aegerita

Phylum (Divisione): Basidiomycota

Sub Phylum: Agaricomycotina

Classe:  Agaricomycetes

SuperOrdine: Agaricanae

Ordine: Agaricales

Famiglia:  Bolbitiaceae

Genere: Agrocybe

Specie: Agrocybe aegerita

Tra le specie maggiormente apprezzate e ricercate dai raccoglitori trova sicuramente posto Agrocybe aegerita, specie chiamata “Pioppino” (Piopparello) nel dialetto di diverse Regioni.

Comune ed abbondante nell’Italia centrale, questa specie parassita di norma i fusti di diverse Aceraceae, Salicaceae e Ulmaceae (soprattutto Populus spp. ma anche Ulmus spp., Acer spp.  e Salix spp.), dalla primavera all’autunno. Parassita aggressivo, il “pioppino” contribuisce ad accelerare la morte dell’ospite, prosperandovi con “volate” che proseguono anche parecchio tempo dopo il disseccamento della pianta.
Singolare, invece, ilritrovamento a terra documentato in questa scheda, verosimilmente sulle radici interrate di una pianta di pioppo distante qualche metro (Roma, sede RAI di Saxa Rubra, lo scorso Novembre).

Morfologicamente, Agrocybe aegerita è specie di agevole identificazione.

Agrocybe aegerita

Basidiomi di media taglia (cappello con diametro dai 5 ai 15 cm.), con crescita cespitosa a varie altezze (inserzione dei rami, tronco, base, radici) della pianta ospite.
Cappello carnoso emisferico poi convesso, solitamente di colore bruno cacao o bruno rossiccio negli esemplari molto giovani, che tende via via a sbiadire con lo sviluppo successivo fino ad un colore beige uniforme (“crosta di pane”), con tinte più scure al disco. Margine del cappello scanalato-rugoloso, cuticola liscia, un poco viscida con tempo umido, con tendenza a screpolarsi per la crescita e con clima asciutto.
Lamelle fitte (presenti anche lamellule) a lungo pallide che, con la progressiva maturazione e dispersione delle spore, assumono un caratteristico color cannella, da adnate a subdecorrenti. L’imenoforo, negli stadi primordiali, è protetto da un velo parziale biancastro, presto lacerato per via dello sviluppo dimensionale del cappello.
Gambo biancastro un po’ ingrigente alla base, di consistenza molto fibrosa, pieno, liscio o talvolta munito di finissime squamule, provvisto di ampio anello pendulo abbastanza persistente sul quale è dato talvolta osservare parte del deposito sporale.
Carne biancastra, con odore fungino e sapore dolce.

Spore in massa color tabacco, di forma ellissoidale, lisce e con apicolo poco pronunciato; in media di dimensioni 9×6 μm, con poro germinativo appena accennato; cistidi fusiformi ed ottusi.

Agrocybe aegerita è una delle tre specie maggiormente coltivate in Italia, insieme ad Agaricus bisporus e Pleurotus ostreatus.

Si ricorda infine che la normativa vigente vieta la raccolta di funghi in città, nei giardini e nei parchi urbani.

Andrea Traversi

Bibliografia essenziale:

Boccardo F., Traverso M., Vizzini A., Zotti M. – Funghi d’Italia (Zanichelli, 2008)

Bon M. – Champignons de France et d’Europe occidentale (Flammarion, 2004)

Consiglio G., Papetti C., Simonini G. – Atlante fotografico dei funghi d’Italia, vol.1 (A.M.B., 2004)

Courtecuisse R., Duhem B. – Guide des champignons de France et d’Europe (Delachaux & Niestlé, 2000)

Gennari A. 401 Funghi (Arezzo, 2000)

Moser M. – Guida alla determinazione dei funghi Vol.1° – Polyporales, Boletales, Agaricales, Russulales (Saturnia, 1986)

Vizzini A.- Il regno dei funghi: breve prospetto tassonomico in BGMB 47 (3): 47-57; 2004

AA.VV- Parliamo di funghi Vol.1° – Ecologia, morfologia e sistematica (Giunta della Prov. Autonoma di Trento, 2007)

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