Leotia lubrica

Leotia lubrica  (Scop.) Pers.

 

Leotia lubrica

Regno:   Fungi

Phylum (Divisione):   Ascomycota

Sub Phylum: Pezizomycotina

Classe :  Leotiomycetes

Ordine:  Helotiales

Famiglia:  Leotiaceae

Genere:  Leotia

Specie:  Leotia lubrica

 

E’ un esile ascomicete abbastanza frequente ma non molto appariscente, che è dato incontrare anche in Italia centrale sebbene risulti sicuramente più frequente al Nord.

Una recente raccolta di Leotia lubrica nel Lazio risale alla fine del mese di Ottobre 2010 ed è stata effettuata in bosco collinare con prevalenza di castagno (Lariano, RM).

Gli ascomi sono di taglia piuttosto ridotta, alti fino a 5 cm. e con cappello di diametro inferiore a 2 cm. Si possono rinvenire esemplari isolati ma più spesso fascicolati in quattro o cinque individui.

Questa specie, saprotrofa e terricola, è segnalata tanto in ambienti dominati da conifere quanto in presenza di latifoglie, con maggiore predilezione per le zone più umide ed ombreggiate dove è più facile che si formi del muschio o siano presenti felci, con crescita dall’estate al tardo autunno.

Leotia lubrica

Morfologicamente, gli ascomi si compongono di un gambo ben differenziato dal cappello, quest’ultimo di forma più o meno globosa. Tutte le superfici sono lisce e si presentano, soprattutto con tempo umido, piuttosto vischiose (il termine latino ‘lubricus’ è traducibile in italiano come ‘viscido’).

Il cappello è sovente lobato, gibboso e quasi ombelicato, con il margine sempre nettamente involuto e con dimensioni intorno al centimetro e mezzo di diametro. Il colore varia dal verde-giallastro al bruno-olivastro. La parte inferiore, con toni più chiari, appare liscia.

Il gambo è cavo e di forma piuttosto regolare e cilindrica, ha colorazioni variabili dal giallo-vivo all’arancio con sfumature verdognole, è anch’esso liscio e ricoperto di una finissima pruina. Può presentare talvolta delle granulazioni verdastre ed essere solcato longitudinalmente.

La carne, giallastra e di consistenza elastica-gelatinosa, è priva di particolari sapori e odori.

Spore (22 x 4,5 μm) fusiformi e lisce, settate, con guttule più o meno evidenti, ialine. Aschi privi di opercolo (150 x 10,5 μm) claviformi, octosporici ed inamiloidi. Parafisi filiformi, spesso forcate alle estremità.

Le confusioni possibili sono con: Leotia atrovirens (morfologicamente identica ma con toni più scuri sul verde cupo) e Cudonia circinans (differente per caratteri sia macro che microscopici e con altri colori).

Soprattutto nei cromatismi, ma anche per portamento, dimensioni ed habitat, Leotia lubrica può essere confusa con specie del Genere Craterellus (le c.d. “finferle”) anche se ad un’osservazione meno superficiale le differenze sono piuttosto evidenti: occorre prestare attenzione al portamento, imbutiforme e con cappello perforato al disco nei Craterellus; all’aspetto dell’imenoforo, liscio in L. lubrica, costituito da pieghe più o meno marcate nei Craterellus; all’assenza di vischiosità nei Craterellus.

Leotia lubrica è una specie da considerare tossica: contiene infatti tossine del tipo ‘giromitrina’ (complesso di differenti idrazine), ad azione citotossica e con potenziali effetti nocivi su fegato, globuli rossi e sistema nervoso centrale. Se ne sta inoltre ancora valutando l’attività cancerogena.

Andrea Traversi

Bibliografia essenziale:

-         AA.VV. – Parliamo di funghi Vol.1° – Ecologia, morfologia e sistematica (Giunta della Prov. Autonoma di Trento, 2007)

-         Arcangeli A., Revisione del giudizio di commestibilità per alcuni ascomiceti, in Notiziario micologico on-line – Quadrimestrale dell’UMI, n.1 Aprile 2006 (http://www.agrsci.unibo.it/umi/index.htm)

-         Bon M. – Champignons de France et d’Europe occidentale (Flammarion, 2004)

-         Breitenbach J., Kränzlin F. – Champignons de Suisse Tome 1 – Les Ascomycètes (Ed. Mykologia, 1981)

-         Courtecuisse R., Duhem B. – Guide des champignons de France et d’Europe (Delachaux & Niestlé, 2000)

-         Eyssartier G., Roux P. – Le guide des champignons – France et Europe (Belin, 2011)

-         Hansen L., Knudsen H. – Nordic Macromycetes, Vol.1 – Ascomycetes (Nordsvamp, 2000)

-         Medardi G. – Atlante fotografico degli Ascomiceti d’Italia (A.M.B., 2006)

-         Wang Z., Johnston P.R., Takamatsu S., Spatafora J.W. Hibbett D.S. – Toward a phylogenetic classification of the Leotiomycetes based on rDNA data, in Mycologia, November/December 2006 98 (6): 1065-1075 (http://www.mycologia.org/content/98/6.toc)

 

Share and Enjoy:
  • Print
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • FriendFeed
  • LinkedIn
  • PDF
  • RSS
  • email

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Traduci il sito

    Translate from:

    Translate to: