Paxillus atrotomentosus

Paxillus atrotomentosus (Batsch : Fr.) Fries

Regno:  Fungi

Divisione: Basidiomycotina

Classe: Homobasidiomycetes

Sottoclasse: Gasteromycetideae

Ordine:  Boletales

Famiglia: Paxillaceae

Genere: Paxillus  

Specie: Paxillus atrotomentosus.

La circostanza di ritrovare il Genere Paxillus (come anche il Genere Gomphidius) nell’Ordine delle Boletales non deve sorprendere più di tanto. In effetti, da un punto di vista sistematico-morfologico, Paxillus e Gomphidius, pur essendo funghi lamellari, sono accostati al Genere Boletus  (che comprende funghi la cui superficie imeniale è costituita da tubuli e pori) per il comune carattere di avere la carne costituente l’imenio composta da una trama differenziata e diversa da quella della carne. La conseguenza è che in tutti e tre i Generi sopraccitati le lamelle o i tubuli possono essere facilmente asportati, con l’unghia, dalla carne del carpoforo.

Paxillus atrotomentosus è un fungo di medie dimensioni, con un cappello bruno-giallastro, del diametro che può raggiungere anche i 20 cm. di diametro, con orlo arrotolato su sé stesso e superficie pileica vellutata o feltrata. Le lamelle sono abbastanza serrate, piuttosto spesse, anastomosate, un po’ decorrenti, asportabili, di colore che va dal giallastro all’ocra. Anche la carne è dello stesso colore ed il sapore è acidulo ed amarognolo. Caratteristico è il gambo, a volte decentrato, che, al di sotto delle lamelle, si presenta rivestito di una tomentosità nerastra (atrotomentosus significa proprio con tomento nero).

Si rintraccia dalla primavera all’autunno su ceppaie marcescenti di castagno ma più frequentemente di aghifoglie, isolato o in piccoli gruppi a volte saldati alla base. Qualche Autore lo considera mediocre commestibile e lo utilizza, previa bollitura, in piccole quantità, mischiato con altri funghi, nel sott’olio. Qualche altro Autore lo considera per lo meno sospetto e noi propendiamo per quest’ultima versione, sconsigliandone quindi il consumo.

Spore ellissoidali, bruno-ruggine, 6-7 x 3-4 micron.

Sandro Ascarelli

Bibliografia essenziale

-  M. Moser: Guida alla determinazione dei funghi, vol. 1, pag. 79

-  G. Bresadola: Iconographia micologica, vol. 1, pag. 679,Tav. DCLXXIX

-  B. Cetto: I funghi dal vero, vol. 1, pag. 473

-  A. Gennari: Funghi, pag. 196

-  G. Lonati: Guida alla determinaz. macroscopica dei funghi, pag. 89

-  G. Pacioni: Funghi, scheda n. 237

-  Papetti, Consiglio e Simonini: Funghi d’Italia, vol. 1, pag. 347

-  A. Zuccarelli: I funghi delle pinete, vol. 1, pag. 88

-  T. Laessoe: Biblioteca della Natura: Funghi, pag. 182

-  D. Attenboraugh: Funghi d’Italia e d’Europa, pag. 145

-  M. Bon: Champignons d’Europe occidentale, pag. 50

-  J. Breitenbach & F. Kranzlin: Champignons de Suisse, Tpme 3, pag. 90

-  R. Courtecuisse: Guide aux champignons de France et d’Europe, pag. 418

-  H. Haas: Pilze Mitteleuropeas, pag. 13

-  L, Hagara, V. Antonin, J. Baier: Les champignons, pag. 334

-  J.E. Lange: Flora agaricina danica, pag. 467, Tav. 124E

-  A. Marchand: Champignons du Nord et du Midi, pag. 236

-  J. Montegut: L’encyclopedie analytique des champignons, vol. 1, pag. 487

-  H. Romagnesi: Nouvel Atlas des champignons, pag. 117

 

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