Rozites caperatus

Rozites caperatus  (Pers. : Fr.) Karsten A

Regno: Fungi

Divisione: Amastigomycota

Subdivisione: Basidiomycotina

Classe: Homobasidiomycetes

Sottoclasse: Agaricomycetideae

Ordine: Cortinariales

Famiglia: Cortinariaceae

Genere: Rozites

Specie: Rozites caperatus

Trattiamo questa volta del Rozites caperatus perché, durante il week-end ad Amatrice, il 9 giugno 2007, il nostro Consigliere e micologo Antonio Mallozzi ha avuto modo di rintracciarne un esemplare in località Macchiapiana a circa m. 1.400 di altezza in un bosco misto di latifoglie. Crediamo che questo sia il primo ritrovamento di Rozites caperatus nel Lazio perché questo fungo cresce abbondantemente nelle regioni alpine ma non risulta segnalato a sud della Toscana.

Molti Autori non condividono l’opinione di considerare il genere Rozites come genere separato dal genere Cortinarius e quindi preferiscono adottare l’originale taxon di Cortinarius caperatus (Pers. Ex Fr.) (1838). Tuttavia, poiché il “caperatus” non presenta, a protezione delle lamelle, una vera e propria cortina ma un velo parziale che di solito persiste sotto forma di anello (o cinturino) sul gambo, anche nell’esemplare adulto,  preferiamo tener separati i due generi.

Rozites caperatus si presenta con un cappello che può raggiungere anche i 10 cm. di diametro di colore nocciola chiaro, ricoperto, soprattutto nei carpofori giovani, di una pruina bianco-argentea con sfumature lilacine. Il cappello, liscio, tende a fessurarsi. Le lamelle sono pallide e il gambo, talvolta leggermente ingrossato alla base, è dotato di un anello, a forma di cinturino, facilmente asportabile. La carne è fibrosa, di color crema, dal sapore grato e del profumo lievemente fungino. Cresce in colonie numerose nelle regioni dolomitiche e comunque sopra gli 800 metri mentre è raro nelle regioni centro-meridionali. Spore amagdaliformi, verrucose, 12/13 x 8/9. E’ un ottimo commestibile e può essere essiccato o conservato sott’olio.

Sandro Ascarelli

 Bibliografia essenziale

R. Courtecuisse e B. Duham: Champignons de France et d’Europe,  pag. 324,

M. Bon: Champignons d’Europe occidentales,  pag. 230,

A. Gennari: Funghi,  pag. 282,

B. Cetto: I funghi dal vero, foto n. 59,  vol I°,  pag. 199,

G. Lonati: Guida alla determinazione macroscopica dei funghi,  pag. 183, Iconografia tavola 285,

C. Papetti, G. Consiglio e G. Simonini: Funghi d’Italia, vol I°, pag. 175.

R. Mazza: Funghi commestibili e velenosi a confronto, pag. 148

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