Silybum marianum (L.) Gaertn.

Silybum marianum

Famiglia: Asteraceae (ex Compositae).

Nomi volgari: Cardo mariano, Cardo santo, Cardo macchiato.

Descrizione: pianta erbacea biennale, glabra e spinosa con portamento vigoroso. Il primo anno produce una rosetta di foglie ed il secondo lo scapo florale. Può superare il metro e mezzo di altezza. Le foglie, verdi, hanno la superficie macchiata di bianco e sono pennatifide, con margine ondulato e sinuoso e con lobi triangolari che terminano con una robusta spina. I fiori sono riuniti in grandi capolini al termine dei rami, sono di colore rosso porpora e circondati da spine.

Fioritura: fiorisce da aprile a maggio del secondo anno di vita.

Habitat: è presente in tutto il bacino del Mediterraneo. Anche in Italia è presente in tutte le regioni, ma soprattutto,  nel centro, nel sud e nelle isole. Predilige campi incolti, i pascoli e i margini dei sentieri. Forma, a volte, delle vere e proprie macchie. Cresce dalla pianura fino ai 1100 metri.

Principi attivi e usi fitoterapici: è una pianta officinale i cui semi sono usati per le affezioni a carico del fegato. Le radici hanno proprietà astringenti, diuretiche e febbrifughe; le foglie sono stimolanti dell’appetito.

Usi alimentari: in cucina vengono utilizzate prevalentemente le costole delle foglie prive di tutta la lamina. Lessate e ripassate con burro e parmigiano sono un ottimo contorno. Fritte possono servire per la preparazione di una buona parmigiana.

Curiosità e note: la pianta era conosciuta già nel ‘500 per le sue proprietà. Il nome deriva dal greco ”silybon” che indicava un cardo con le foglie screziate. “Mariano” deriva da una leggenda secondo la quale le macchie bianche sulle foglie sono state originate da gocce di latte della Vergine Maria quando, allattando, nascondeva ai Romani il figlio Gesù. Recentemente, inoltre, è stato dimostrato che la “silimarina”, presente nella pianta, attua un’azione antagonista su alcune tossine dell’Amanita phalloides.

 

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