Smyrnium olusatrum L.

 

Smyrnium olusatrum

Famiglia: Apiaceae (ex Umbelliferae).
Nomi volgari: Smirnio, Corinoli Comune, Macerone.
Descrizione: pianta erbacea biennale, glabra, con una radice robusta e ramificata e con un fusto angoloso, cavo, ramoso e con striature rossastre. Può raggiungere anche i 150 cm. di altezza. Le foglie basali sono trisette con segmenti ovali e dentellate. L’infiorescenza è a ombrella e i piccoli fiori hanno petali giallo verdastri.
Fioritura: da febbraio a maggio.
Habitat: E’ nativa del bacino del mediterraneo, ma si trova anche in Europa settentrionale ove ormai si è naturalizzata. E’ molto comune nell’Italia centrale e meridionale. Non è presente nel l’Italia settentrionale. Predilige i luoghi umidi e molto ombrosi, gli incolti e le macchie. Si può trovare dal livello del mare fino a 800 m..
Principi attivi e usi fitoterapici: ha proprietà colagoghe e digestive ma al giorno d’oggi non è più in uso. Dalla pianta era possibile estrarre un olio essenziale.
Usi alimentari: ha diversi usi in cucina: i germogli possono essere usati crudi in insalata, le foglie per aromatizzare le minestre; le radici si possono utilizzare crude o cotte. I frutti ed i bottoni floreali, macerati in aceto, possono guarnire piatti di carne, minestre ed insalate.
Curiosità e note: Il nome deriva dal greco ”mirra” in riferimento all’aroma dei semi, mentre “olusatrum” deriva dal latino “olus” “atrum” e significa erba nera con riferimento al colore dei frutti a maturità. La sua coltivazione fu descritta da Plinio e da Columella nel primo secolo dopo Cristo. Veniva poi chiamata “prezzemolo alessandrino” ed usata al posto del sedano per il suo sapore aromatico.

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